APPROCCIO DELLA LIBERTA’

Bisogna dissipare l’illusione della non-realizzazione. Siete sempre stati realizzati perché siete la Realtà.

Strappando l’illusione a causa della quale vi credete un uomo, realizzate improvvisamente che siete liberi e che lo siete sempre stati.

È solo quando l’allucinazione dell’imprigionamento svanisce che la Realtà della libertà appare.

Il percepito non potrà mai incatenare lo spettatore, ecco perché siete liberi.

Tutto ciò che viene percepito, e cioè gli esseri, il corpo, le sensazioni e i contenuti mentali non sono che una fantasmagoria che attraversa la vostra eternità. Questa condizione di esistenza così come la percepite è un prodotto della vostra volontà. Siete voi che avete voluto fare l’esperienza agro-dolce della condizione umana, e siete voi che avete determinato i contenuti di questa esistenza temporale. Riconoscete questo fatto.

Non attribuite la responsabilità del percepito a nessun altro, siete voi il responsabile. È così perché esiste un’unica volontà che genera l’universo, volontà di cui siete parte integrante, e perciò vostra volontà.

Siete voi che avete creato le schiavitù, le limitazioni, le sofferenze, gli attaccamenti, le passioni, gli smarrimenti, i piaceri, le bellezze e le estasi della condizione umana. Nel più profondo di voi stessi si cela la volontà che le cose siano così come sono.

Smettete di barare, di nascondere e di dimenticare. Ammettete che avete voluto vivere l’avventura dell’esistenza umana. Avete voluto tuffarvi nella follia dell’ignoranza e dell’accecamento, e così è stato.

Ora emergete da questa ignoranza, da quest’oblio, da questo sogno e da questo sonno. Realizzate che tutto questo è il vostro gioco, un gioco libero e gratuito.

Non venite da nessuna parte e non andate da nessuna parte, perché siete l’eterno Spettatore.

La percezione del mondo sorge e s’inabissa in seno alla vostra eterna immutabilità.

Siete sempre stati così come siete, privi di forma, di limite, senza movimento ne divenire, senza preesistenza, e lo sarete sempre. In questo stesso istante, guardando ciò che vi circonda, realizzate che siete lo spettatore silenzioso del percepito.

Questo spettatore che guarda con un occhio equanime i pensieri dell’uomo e i colori del mondo è sempre stato così com’è. Per lui, non c’è nessun attaccamento al passato o al divenire. Il percepito non è che una semplice distrazione che scorre davanti al suo sguardo.

Comprendendo: “io sono questo spettatore”, una specie particolare di chiarezza mentale s’instaura e cominciate a guardare le cose con una percezione nuova.

Un distacco, una presa di distanza nei confronti del percepito si stabilisce. Non avete più la fronte incollata al vetro delle cose. Un silenzio, uno spazio incommensurabile, una freschezza, una leggerezza, una libertà, una soavità inesprimibile sono apparsi dentro di voi.

Nulla di più semplice, basta guardare ciò che vi circonda e pensare “io sono lo spettatore”, di constatarlo e soprattutto di sentirlo. Sentire “io sono lo spettatore del mondo, del corpo e della mente” conduce a una esperienza interiore liberatrice, perché, in verità, ciò che viene percepito non può incatenare colui che percepisce.

Nello stesso istante in cui realizzate questo, realizzarlo è comprenderlo, sentirlo e dunque viverlo. In quell’istante scoprite la vostra eterna libertà.

Le cose del mondo, del corpo e della mente non hanno più nessun potere su di voi. Tutto ciò che può succedere in questo mondo o in qualsiasi altro universo, paradisiaco o demoniaco, non vi tocca più. Lo spettacolo non raggiunge mai lo spettatore. Uno spettatore che si appassiona per una rappresentazione può piangere e ridere con ciò che percepisce, però rimane per sempre distaccato da ciò che contempla. In quanto a voi, spettatore composto di vacuità cosciente, non avete né forma né sostanza, né organi né membra. Impossibile per voi piangere o ridere, gioie e dolori appartengono al percepito esistenziale e non all’ eterno Testimone. Nella vostra immutabilità, dimorate nella beatitudine, la quale è per sempre al di là delle gioie e dei dolori.

In questo spazio senza limiti che è la vostra vera natura, nessuna dipendenza o costrizione può esistere. Scoprite così la vostra totale libertà.

Qualsiasi ricerca di libertà nel mondo esterno proviene dalla nostalgia della vostra eterna libertà interiore. Il velo dell’oblio ha avvolto la vostra anima e non sapete più perché siete entrati nella limitazione della condizione umana. Vi rimane però un’oscura certezza grazie alla quale sapete che la libertà è il vostro retaggio naturale. Pensate che dovete essere liberi ma questa aspirazione si scontra con le dure limitazioni del mondo esterno che vi impone le sue leggi. La grandezza del vostro cuore soffoca nella morsa del mondo. Cercate così nel mondo esterno ciò che dimora nella vostra interiorità trascendente. La perfetta libertà non si trova in nessuno dei mondi della galassia o della psiche cosmica. L’universo è la proiezione di una struttura complessa le cui sfere obbediscono a un determinismo specifico. La libertà è appannaggio dello spettatore e non dei veicoli biologici o psichici attraverso i quali lo spettatore può percepire una determinata condizione esistenziale.

Nel mondo dei fenomeni, la libertà perfetta non può esistere. La volontà dell’uomo compie alcune scelte, ma queste scelte non sono che l’espressione di una libertà relativa. L’uomo è determinato, limitato, imprigionato, condizionato da un insieme di leggi inerenti all’universo nel quale si evolve. La totale libertà non esiste che per la coscienza che percepisce l’uomo. Nella presa di consapevolezza “io sono lo spettatore” questa libertà diventa vostra. Ritrovate un retaggio dimenticato. Siete un re che una malattia mentale aveva convinto di essere uno schiavo.

Lasciate gli schiavi vivere nel loro universo di schiavi. Lasciate l’uomo vivere nel suo mondo limitato e condizionato. Riconoscetevi come figli dell’illimitato e dell’immortale. Non appartenete a questo mondo decaduto. Non siete soggetto a nessun imprigionamento nel corpo e nel tempo. Dimorate per sempre al di là di qualsiasi realtà cosmica e temporale. L’universo non è che uno spettacolo.

Questo spettacolo è per sempre distinto dalla vostra Realtà trascendente, ma tuttavia non è separato da voi perché non è null’altro che la manifestazione della vostra energia la quale, sgorgando in tutta libertà dal vostro abisso atemporale, genera per puro piacere la molteplicità di quei suoi strani fantasmi colorati che noi chiamiamo mondi.

Sapete che l’universo esiste perché lo percepite, ma le percezioni del mondo sono lo spettacolo contemplato dalla vostra Coscienza atemporale generate dalla vostra Energia.

Alcuni penseranno: “come ho potuto generare la molteplicità dei mondi mentre ora ne percepisco solo un frammento infinitesimale?” Potremo dire con un immagine che avete appoggiato i vostri occhi a un strumento di percezione limitato. Essendo presente all’interno di una molteplicità di innumerevoli organi di percezione individualizzati creati dalla sua energia, la Coscienza unica genera in se stessa una molteplicità di campi di percezione. La vita umana è semplicemente la comparsa di un campo di percezione limitato e condizionato dallo strumento umano.

Il fatto che nella Coscienza universale appaia una molteplicità di campi di percezione non significa che la Coscienza diventa multipla. Di conseguenza, asserire che l’Unico diventa multiplo così come l’abbiamo scritto riprendendo una citazione tradizionale è un’affermazione inesatta perché l’unica Coscienza, che è la vostra coscienza, rimane per sempre indivisa. È all’interno della sua globalità che appare una molteplicità differenziata di campi di percezione. Uno di questi campi di percezione registra ciò che viene percepito dall’uomo che legge queste righe in questo stesso istante. Quest’uomo non può avere la capacità di percepire l’insieme dell’universo. La Coscienza onnipresente dimora al di là dell’uomo. Dire: “perché non posso percepire la totalità dell’universo?” equivale a augurarsi in modo assurdo che l’uomo possa percepire ciò che è al di là del suo campo di percezione. Succede quando avete superato l’uomo, e dunque superato colui che si interroga. È quando entrate nel vuoto del vostro silenzio infinito che siete onnipresente. Quest’universo fatto di pianeti, animali, alberi e uomini non è altro che un miraggio, una fantasmagoria che attraversa l’abisso senza fondo della vostra Coscienza.

Identificarsi con l’uomo significa immaginarsi in modo illusorio di precipitare nel tempo. Realizzare in questo stesso istante: “ io sono il testimone ” vuol dire uscire dalle tenebre dell’ignoranza nella quale avete dimenticato la vostra realtà metafisica.

In ogni momento, siete nella conoscenza oppure nell’ignoranza. Essere nella conoscenza significa percepire la vostra immensità interiore la quale dimora immutabile sullo sfondo di tutte le percezioni fisiche e psicologiche. Essere nell’ignoranza è dimenticare la vostra vera natura e immaginarsi assurdamente di essere lo strumento umano con il quale affrontate il mondo degli uomini.

Bisogna uscire dall’ignoranza al fine di immergersi nella luce della Conoscenza. È questo il compito dell’iniziazione.

Bevete a lunghi sorsi l’elisir della Conoscenza. Quando vi sentite predisposto al Risveglio, ritiratevi, isolatevi ed inebriatevi della beatitudine che deriva dalla Conoscenza metafisica.

Traendo così profitto di periodi favorevoli, svilupperete poco a poco un profondo amore per la Conoscenza. Il mondo del sonno dell’ignoranza vi apparirà sempre più insopportabile, e sempre più rari e brevi diventeranno i vostri periodi di sonno.

Vi avvicinerete all’alba di una luce perenne.