POSIZIONI FONDAMENTALI

“Amici miei, pensate forse che io vi nasconda qualcosa. No, io non vi nascondo nulla. Non c’è nulla che io pratichi che non condivida con voi: questa è la mia vera natura.”  (Confucio – dialogo 7 – 23)

Ogni insegnamento, ogni movimento spirituale si fonda su delle idee chiave e delle prese di posizioni fondamentali che lo caratterizzano e sottendono la sua espressione e le sue pratiche. Cominceremo per esporre succintamente quelle che sono proprie della Maieutica Trascendente.


POSIZIONE DELL’UNIVERSALISMO

“E’ soltanto per farti conoscere in quanto Essere e Coscienza che Tu risiedi in varie religioni sotto nomi e forme diverse” (Ramana Maharishi – Sri Arunachala Ashtakem)

L’universalismo è un postulato di base della Maieutica. Per Essa, tutte le religioni sono espressioni diverse della stessa verità. Qualsiasi altra dichiarazione, indipendentemente dagli argomenti in suo sostegno, non è altro che manifestazione di settarismo.

Le dispute teologiche sono giochi di bambini ignoranti; ognuno percepisce un unico aspetto della Realtà credendo che escluda tutti gli altri. 

Esiste in ogni religione un cammino verso la Conoscenza e la Realtà suprema. Quando un individuo riesce a risvegliarsi a questa ineffabile Realtà, interpreta la sua esperienza in funzione delle sue credenze e della sua cultura. La Maieutica si pone al di là delle denominazioni e delle concettualizzazioni con le quali gli spiriti dogmatici avvolgono la Realtà suprema. Il Suo insegnamento, che non si contrappone ad alcuna religione, non incita nessuno ad abbandonare la forma di spiritualità alla quale ha aderito. Se non è necessario riferirsi a una religione in particolare per riceverlo, viene rappresentato da coloro che si collocano nel contesto di una struttura tradizionale come un metodo che gli permette di andare più a fondo nella questione religiosa.

Alla civiltà planetaria che pian piano si sta edificando deve corrispondere una spiritualità planetaria. Bisogna superare il recinto dei campanilismi per preparare le albe del futuro.

Una sintesi spirituale la più ampia possibile richiede l’epurazione di tutto ciò che non ha valore universale ed è soltanto espressione di un particolarismo culturale, ritualistico o consuetudinario. Il rigetto di tutte le distorsioni, perversioni e sclerosi che sono proliferate traendo origine o andando contro le Dottrine venerabili, rivelate da Dio agli uomini. Così come la risoluzione nella perspettiva Esoterica delle diverse polemiche e contradizioni tra le dottrine. Contradizioni apparenti che non sono altro che il risultato di mutue incomprensioni. Una tale sintesi che si situa al livello del vissuto interiore dell’Esoterismo non ha nulla a che vedere con le forme esteriori di spiritualità e religione. Di conseguenza non può essere fraintesa con una qualunque specie di sincretismo.


POSIZIONE DEL RADICAMENTO TRADIZIONALE

“A Colui che insegna con la grande affermazione vedica: “Tu sei Quello”, costoro si affidano a Lui. A Colui che possiede la forma perfetta dell’istruttore, al beato Dakshinamurti, io offro la mia obbedienza.” (Shankara. Dakshinamurti stotra)

I Veda indù, trasmessi oralmente per numerosi secoli prima di essere stati scritti, sono dei testi sacri rilevati agli uomini già all’alba dell’umanità. La conclusione e l’esegesi dei Veda costituiscono in India ciò che viene chiamato la tradizione vedantica. 

La Maieutica si dichiara ereditiera della Tradizione vedantica e dell’insieme della Tradizione induista. Deve tutto a questa Tradizione e il suo scopo è di trasmetterla mutatis mutandis. 

Il Sat Guru al quale deve il suo impulso e la sua capacità salvifica è Sri Bhagavan Ramana Maharishi.

Ogni tradizione, per evitare il rischio di sclerosi, deve essere trasmessa mutatis mutandis. E’ dunque mutatis mutandis (cambiando ciò che deve essere cambiato in funzione delle modificazioni del contesto sociale e storico) che la Maieutica Trascendente assume il compito di trasmettere la Verità vedantica. Non si tratta dunque di invitare le persone a diventare induisti. Assimilare il messaggio di una tradizione non significa adottare un insieme di atteggiamenti esteriori. La vera trasmissione non è conservazione puntigliosa e cristallizzata, essa implica un nuovo modulare della formulazione. La vera fedeltà è nello spirito, non nella forma.

 


POSIZIONE DELL’ESOTERISMO

“Ogni essere racchiude in sé la totalità del mondo intellegibile”. (Plotino)

Attraverso la molteplicità delle Tradizioni, delle Dottrine e delle Religioni, una stessa Verità Esoterica viene insegnata.

L’Insegnamento della Maieutica Trascendente si propone di iniziare a questa Via Esoterica e Universale.

La realizzazione spirituale che la Maieutica ha come scopo di raggiungere libera l’uomo dal suo imprigionamento psicologico nella condizione umana per permettergli di accedere allo stato del Risveglio. In questo Risveglio la Realtà Suprema diventa per ciascuno l’oggetto di una esperienza interiore illuminatrice nella quale la coscienza individuale si fonde con l’Eternità ineffabile della Trascendenza.

Questa Trascendenza è stata chiamata Dio in Occidente, Brahman in India, Tao in Cina, Nirvana dai buddisti… tutti questi termini e molti altri ancora indicano una stessa ed unica Realtà che nessuna parola può descrivere. Realtà presente in ogni uomo.

Ponendo il suo insegnamento a livello esoterico, il compimento del lavoro interiore che la Maieutica propone è identico alla finalità del Buddismo, del Taoismo cinese, della Cabbala ebraica, della Mistica cristiana, del Sufismo musulmano e di tutte le grandi Dottrine.

Attraverso un processo di introspezione, l’addetto della Maieutica scopre che la sua stessa coscienza è il testimone del mondo, del corpo fisico e dell’attività della mente. Questa pura coscienza Testimone, vuota di contenuto, immateriale ed atemporale, che lui considera oramai come il suo stesso essere, è l’Atman della Tradizione indù. E’ l’anima spirituale, particella di Dio che è Spirito puro nella Tradizione occidentale.

Approfondendo la sua introspezione il nostro addetto constata che la sua coscienza testimone è una con la Coscienza Divina e con la Coscienza Cosmica.

Grazie a una assidua pratica, egli diventa capace di fondersi con il Vuoto sublime, il silenzio beato e la Luce informale dell’eterna ed immutabile Realtà Trascendente. Nello stesso tempo percepisce la sua Unità con l’Energia Cosmica che genera tutte le manifestazioni fenomenali. Sentimento di unità che è la radice dell’Amore Universale.

In termini induisti, l’immersione della coscienza individuale nella coscienza Divina è la scoperta dell’identità profonda tra l’Atman e il Brahman. Per in buddisti è l’ingresso nel Nirvana. In termini occidentali, è l’unione mistica nella quale l’anima si unisce definitivamente a Dio e partecipa alla Sua gloria.

La Gnosi è la conoscenza del Principio supremo, è la conoscenza di Dio. Questa conoscenza implica il riconoscimento del fatto che la nostra essenza, che è pura coscienza, nostra Identità profonda, nostro Sé, è Dio stesso. Questa identità profonda dimora al di là dell’uomo nei suoi aspetti fisici e psichici. Vivere la Conoscenza Gnostica della nostra identità profonda significa essere liberati dall’imprigionamento nella temporalità.

La mistica è la relazione che si instaura tra Dio e l’uomo, relazione d’amore, di devozione, di sottomissione, nella quale l’uomo diventa servitore di Dio e partecipa alla redenzione generale del cosmo.

Mistica e Gnosi sono complementari. Con la Gnosi conosciamo la nostra Essenza eterna; con la mistica trasfiguriamo l’individualità umana. Una realizzazione integrale include questi due livelli.

Quanto all’azione che ci fa compiere le Opere, essa deriva dall’Amore.

E’ attraverso l’Amore di Dio, presente in tutti gli esseri, che noi lavoriamo quaggiù a manifestare la Luce Divina. E’ l’Amore di Dio che si manifesta in noi e ci spinge a compiere le opere che la Sua grazia, la Sua ispirazione e la Sua guida ci indicano.

Al livello essoterico, e cioè al livello dei riti, delle usanze, delle mitologie e dei dogmi, le diverse religioni appaiono molto dissimili. 

Al contrario, sul piano dell’esoterismo, e cioè degli esiti teologici, delle esperienze mistiche, dei metodi contemplativi e delle discipline iniziatiche, una unità profonda e sottostante la diversità delle formulazioni può rivelarsi nelle tradizioni sia orientali che occidentali.

La diversità essoterica appare come la conseguenza dei contesti culturali e storici in seno ai quali le tradizioni hanno visto la luce e si sono sviluppate. Possiamo così constatare che attraverso la molteplicità essoterica delle tradizioni, delle dottrine e delle sette, una stessa unica e universale Verità viene insegnata agli uomini.

Lo sviluppo della tecnologia e dei mezzi di comunicazione genera una mescolanza culturale su scala planetaria così che le specificità tradizionali in campo spirituale sono oramai virtualmente superate.

Bisogna dunque orientare la ricerca interiore verso il nucleo centrale della spiritualità umana, il quale nel suo aspetto esoterico è comune a tutte le tradizioni. Perciò, tralasciando la pesantezza e i meandri delle strutture essoteriche della spiritualità, l’insegnamento della Maieutica si dedica all’essenziale. Essenziale universale, di cui la conoscenza è solo questione di esperienza interiore diretta.

E’ possibile dimostrare, con un insieme di riferimenti comparativi, l’unità esoterica delle diverse religioni e delle grandi dottrine.

Alla luce di questo studio comparativo, appare in modo chiaro che tutte le Vie mistiche e sapienziali sfociano nella fusione trascendentale, scopo verso il quale la Maieutica ci vuole avviare.

“Così nella Tradizione ebraica della Cabala, la Redenzione ha per oggetto la realizzazione dell’unità tra la trascendenza e l’immanenza di Dio, tra la Sheshina e Kaddosh – Baruch – Hou: ogni atto, ogni compimento di una legge che provoca un frammento di questa unificazione. Proclamare l’Unità di Dio? L’ebreo lo chiama unificare Dio. Perché questa Unità è nella misura in cui diventa, essa è divenire di Unità. E questo divenire è deposto nell’anima e nelle mani dell’uomo.” (Franz Rosenzweig – l’étoile de la rédemption). Et Moise Cordovero dice: “Tutto ciò che esiste è avvolto nella Sua sostanza. Avvolge ogni essere, ma non sul piano dell’esistenza inferiore, separata, nel fatto della sostanza. Lui e le cose sono uno; le cose non sono né distinte, né multiple, né esternamente visibili. In quanto sostanza, esse sono presenti nelle sue sephiroth e Lui è così ogni cosa, nulla esiste al di fuori di Lui”. (Shiour coma – 40)

Colui che si è realizzato spiritualmente dichiara alla stessa stregua del Cristo: “Io sono nel Padre e il Padre è in me” (Giovanni 14 – 11) – “il Padre che dimora in me compie le Sue Opere” (idem 14 – 10). Questa esperienza dell’unità costituisce il sommo messaggio cristiano: “Io vivo, ma non sono più io, è Cristo che vive in me” lettera di San Paolo ai galati 4 -7). “L’anima diventa Dio partecipando alla sua natura e ai suoi attributi”. “S. Giovanni della Croce – Fiamma viva d’amore, 3) “L’uomo immagine di Dio diventa Dio con la deificazione, gioisce pienamente dell’abbandono di tutto ciò che gli appartiene per natura perché la grazia dello spirito trionfa in lui e perché Dio agisce chiaramente in lui” (Ambigua, patrologia graeca 91 – 10  76 BC). Ciò è reso possibile perché: “il regno di Dio è dentro di voi” (Luca 17 – 21). “il regno de Dio è il mio fondamento, e il mio fondamento è il fondamento de Dio” (Maestro Eckhart – sermone in hoc appruit carites dei in nobis) “là dove finisce la creatura, Dio comincia ad essere. Dio non esige da te di uscire da te stesso in quanto creatura, ma di lasciare Dio essere Dio in te” (Maestro Eckhart – idem).

Nelle parole dei Sufi mussulmani ritroviamo la stessa esperienza dell’unità: “senza di Lui come principio attivo e senza di noi come ricettacolo della Sua azione, nulla esisterebbe. Io Lo venero in verità; e Dio è il nostro Maestro. Ma sono Lui stesso”. “Sii allo stesso tempo Dio nella tua essenza e creatura nella forma, e sarai grazie a Dio il dispensatore della Sua Misericordia” (Muhyl-d-din-ibn’Arabi – la saggezza dei Profeti). “La mia anima non è altro che Voi stesso, il mio credo è che Voi siete me” (Abul Hasan’Al Museffar Sibti).

Nel Vedanta Hindu, il Saggio realizzato spiritualmente si esprime in questo modo: “Sono Colui che è immanente in tutti” (Atma Sakshatkara 4) “ tutto ciò che è visto o udito nell’universo sia all’interno che all’esterno è compenetrato da Me” (idem 11) “non sono né lo spirito né l’intelletto né il pensiero né il senso dell’io. Non sono né l’udito né il gusto né l’odorato né la vista. Non sono né lo spazio né la terra né il fuoco né l’aria. Io sono Intelligenza e Felicità pure. Io sono Shiva, io sono Shiva” (Shankara – sei stanze sul Nirvana). “Io sono l’Eterna Coscienza dissociata dalla mente e dai sensi” (Hastamalaka stotra – 7) “ Non sono il soffio vitale, né la mente, ma il puro Essere” (Shankara – Atmabodha 33) “Ciò che dimora eterno, puro, sempre libero, solo, sempre in beatitudine, senza dualità, Essere – Coscienza – Beatitudine, così come Brahman trascendente, questo è Me stesso (Shankara idem 36).

Questa trascendenza si trova al di là di tutte le categorie, incluse quelle dell’esistenza e della non-esistenza delle forme di vita. Il Buddha definisce così il Nirvana: “ Il non-composto (…) il difficile da vedere, l’irremovibile, il non-curvo, l’immortale, il puro, il rifugio, l’isola, il guado, il supporto, la protezione, colui che non trasmigra, il non-infiammato, il non-bruciato, l’onnipresente, il purissimo, il sottile, il pacifico, il senza conflitto, il non-nato” (Samyukta agama – sutra 890) e nella tradizione vedantica troviamo l’affermazione seguente: “il trascendente è il Supremo, ed è anche il Nirvana” (Atma Sakshatkra – 19)

Il Nirvana è il Dio indescrivibile e totalmente ineffabile della teologia negativa. Ma il Nirvana e il Samsara (il cosmo) sono uno. Ciò che viene annientato nel Nirvana è l’individualità e i modi identificati della coscienza, che sono le coscienze mentali e sensoriali. Realizzare in sé la trascendenza del Nirvana è trovare la nostra natura di Buddha: “Imparare lo Zen è trovarci, trovarci è dimenticarci, è trovare la natura del Buddha, la nostra natura originale“ (Maestro Dogen). “Il silenzio è la nostra natura profonda. Silenziosa, la coscienza eterna permane, al di qua della nostra nascita, al di là della nostra morte” (Maetro Taisen Deshimaru – La pratica dello Zen). “Anche se il nostro spirito è piccolo, esso contiene l’illimitato” (Maestro Setiko). “Il mio corpo, nella sua essenza, è universale. Così, io esisto in te e tu esisti in me, nel mio corpo e nel mio spirito” (Maestro Taisen Deshimaru. Storia di Gobuki. La pratica dello Zen).

La possibilità di realizzare la trascendenza si ritrova in ogni tradizione autentica ed è così che possiamo leggere nel Tao Te King: “Il Tao è (…) simile a un abisso origine di tutte le cose del mondo” (4). “Il Tao non agisce, eppure tutto succede grazie a Lui” (37). “Il Tao è il telo di fondo segreto e comune a tutti gli esseri” (62). “Chi sta nei cieli è uno con il Tao” (16).

E nel libro dei morti degli antichi Egizi: “Vieni dunque, oh Dio! Fa di me uno spirito della Corte Divina! Perché, in verità, io sono Te (capitolo 162). “Io sono Osiride il primogenito degli Dei. Sono Osiride, Maestro delle fonti originarie della vita” (capitolo 68). Si potrebbero moltiplicare all’infinito le citazioni che dimostrano l’unità delle tradizioni, perché come lo afferma il Rig Veda: “La Verità è una ma i Saggi gli hanno attribuito diversi nomi” (1164 – 46).

La Maieutica Trascendente ha lo scopo di insegnare ciò che costituisce il substrato esoterico di tutte le religioni e tradizioni; è dunque vano cercare in essa qualcosa di originale.

Nessun insegnamento autenticamente esoterico può essere la creazione di una individualità. Tutto è già stato detto da tempo. Ciò che rimane da fare è dare all’eterno insegnamento una forma adatta al contesto dell’epoca in cui si perpetua.

La dottrina esoterica sottostante tutte le formulazioni religiose è di una perfetta coerenza. In essa ogni cosa trova il suo posto. I perché scompaiono e lo spirito comprende che una suprema intelligenza regola l’universo. Tutto ha la sua ragion d’essere e la sua finalità. Per colui che perviene a questa comprensione globale, lo scopo della vita umana appare con chiarezza. Rimane da conseguirla, e non è più questione di comprensione filosofica ma di pratica e sforzi quotidiani.

Se può essere interessante e necessario rispondere alle interrogazioni filosofiche, non può costituire una fine in sé nell’ottica iniziatica.

Le conoscenze che si possono raccogliere sulla Realtà Divina non sono che parole vuote se non sono vissute.

La realizzazione spirituale non è la risultante di un arricchimento della mente ma del suo superamento. E’ nell’inesprimibile contemplazione silenziosa, la quale è estinzione del pensiero, che sorge la vera illuminazione.

Di fatto, non c’è nulla da realizzare, se si intende con questo, ottenere qualcosa di nuovo. Basta dissipare l’ignoranza perché appaia la verità. Non c’è che un Essere unico ed eterno al di fuori del quale nulla potrebbe esistere. Siamo sempre stati l’Essere Divino. Questo Essere Divino è la nostra vera identità, nostro Sé. E’ prendendo consapevolezza della nostra unione con Dio che la rendiamo effettiva. Ramana Maharishi diceva: “La coscienza non è mai altro che la coscienza del Sé. Essendo cosciente di qualcosa, siete essenzialmente coscienti di voi-stessi” (Il vangelo di Ramana Maharisi 92). “Perciò io vi dichiaro, sappiate che siete realmente l’Essere puro, infinito, il Sé assoluto. Siete sempre il Sé, e unicamente Lui” (idem 80). La realizzazione non è qualcosa che si deve ottenere, è già qui. Ciò che bisogna fare, è respingere l’idea: “Non ho realizzato” (idem 58). “In realtà, siete nell’ignoranza del vostro essere beato. Quest’ignoranza vi domina e copre con un velo il puro Sé che è beatitudine. I vostri sforzi devono essere unicamente tesi a l’eliminazione di questo velo, il quale è l’identificazione del Sé con il corpo, la mente, etc. E’ quest’ultima che deve sparire per lasciare il posto al Sé” (idem 59).

“Lo scopo della pratica spirituale è la soppressione dell’ignoranza e non l’acquisizione della Realtà. La Realizzazione esiste da sempre, qui ed ora” (L’insegnamento di Ramana Maharishi – dialogo 315).


POSIZIONE DELLA DISCIPLINA

“Alto come una montagna, lungo mille miglia, il peccato accumulato vita durante! Soltanto la pratica della meditazione può distruggerlo: non c’è altro mezzo”. (Dhyanabindu Upanishad – 1)

L’Insegnamento non è una costruzione speculativa, propone un metodo e una disciplina composti da un insieme di prese di consapevolezza, di introspezione e di tecniche meditative.

Tutto il valore dell’Insegnamento e dell’Iniziazione sta nel fatto che non si tratta di comunicarvi una comprensione intellettuale, ma di offrirvi dei mezzi pratici affinché possiate in modo concreto incamminarvi verso un’esperienza trasformatrice e illuminante, da dove scaturisce la vera conoscenza metafisica che è conoscenza vissuta.

Ogni conoscenza deriva dall’esperienza. Ogni scienza poggia su una base di esperienza. La spiritualità, nel suo aspetto esoterico, è ugualmente una conoscenza fondata sull’esperienza e sui mezzi che portano all’esperienza. Questi mezzi sono le discipline, e all’arte della meditazione spetta il primo posto.

Le religioni, che rappresentano l’aspetto essoterico della spiritualità, non poggiano sull’esperienza ma sulla fede e la credenza. Con la prevalenza dello spirito positivista e pragmatico che caratterizza i tempi moderni, il numero delle persone che pensano: “le religioni non sono altro che un’accozzaglia di credenze non verificabili nelle quali ciascuno trae le sue idee preferite, esprime i suoi pregiudizi e suoi fantasmi”, raggiunge proporzioni sempre crescenti. Le religioni tradizionali sono in crisi perché non sono al passo con l’evoluzione culturale. I loro dogmi e i loro catechismi infantili non si addice più agli spiriti moderni. Questo è un segno dei tempi, e l’avvenire non risiede nella restaurazione dell’ordine antico delle cose ma nel passaggio a un livello superiore di comprensione. Nella nostra oscura era di confusione spirituale, i germogli della futura età dell’oro si stanno sviluppando. Se le forme essoteriche sono state superate, ciò rivela che è sull’esoterismo ormai, e sulle discipline a lui inerenti, che si costruirà la nuova spiritualità dei tempi futuri.

Di tutto ciò risulta che, per diventare un iniziato, il semplice studio teorico non porta da nessuna parte. Bisogna praticare una disciplina esoterica per giungere alla conoscenza gnostica. Senza pratica niente esperienza, senza esperienza niente conoscenza.

La realizzazione spirituale è il frutto della messa in opera di una disciplina sistematica. Questa disciplina include due aspetti: c’è la disciplina contemplativa composta di un insieme di tecniche di meditazione e orazione e poi c’è l’introduzione all’interno delle attività quotidiane, degli stati di coscienza raggiunti durante la meditazione. Così, vita attiva e vita contemplativa diventano complementari. Riservarsi quotidianamente uno o più momenti consacrati alle pratiche contemplative è indispensabile per controbilanciare l’eccessivo attivismo prevalente oggigiorno. Senza una pratica seria e assidua della meditazione, la conoscenza rischia di rimanere puramente intellettuale. Con la pratica della meditazione, la conoscenza superficiale si trasforma in una Conoscenza profonda, una Conoscenza vissuta e liberatrice. Nella meditazione, si giunge alla perfetta contemplazione della Trascendenza Divina e all’immersione in Essa. E’ il Samadhi. Tuttavia, la spiritualità non può rinchiudersi nei momenti di raccoglimento, anche se sublimi. D’altra parte, la finalità delle tecniche meditative non deve essere la ricerca del rifugio definitivo nella Trascendenza. Una fuga simile è il frutto di una comprensione incompleta perché la Trascendenza e il Cosmo sono i due aspetti dell’unica Realtà Divina. Nella meditazione, ci immergiamo nell’abisso dell’immutabilità trascendente di Dio, e nell’azione, ci fondiamo nella Manifestazione cosmica di Dio. Così come dice Ramana Maharishi: “La mente di un realizzato può essere attiva oppure inattiva, in lui solo il Sé esiste perché la mente, il corpo e il mondo non sono distinti dal Sé. Essi non possono dimorare al di fuori del Sé”. (Vangelo di Ramana Maharishi – 45)


POSIZIONE DELLA PARTECIPAZIONE AL SOCIALE

“Non potevo vivere una vita religiosa senza identificarmi all’insieme dell’umanità, e questo, non lo potevo fare senza implicarmi in politica”. (Mahatma Gandhi – Non Violenza e Guerra – I – 170, 171)

L’insegnamento della Maieutica è totalmente apolitico. Il suo scopo è di aprire la via alla Trascendenza e non di preoccuparsi delle contingenze sociali. Non si tratta in alcun modo per un iniziatore di schierarsi, di raccomandare una adesione o un rifiuto politico nel quadro del suo insegnamento. L’impegno politico di un iniziatore è affare privato e nessuna allusione in questo senso deve trovare spazio nell’insegnamento iniziatico.

Questo atteggiamento apolitico ha come obiettivo di preservare l’insegnamento libero da qualsiasi legame e compromissione politica. La politica è un campo troppo relativo perché una presa di posizione possa essere compatibile con l’insegnamento del Sentiero della Trascendenza.

L’impegno politico rientra nell’ambito delle contingenze temporali e della loro valutazione; valutazione che non può essere esente da un certo relativismo soggettivo. Mescolare delle considerazioni politiche con la perennità atemporale e la dignità sovrumana di un insegnamento esoterico costituisce una delle perversioni più dannosa della visione iniziatica. Perversione omologata da tutti coloro che sognano una qualunque forma di teocrazia o di collusione tra autorità spirituale e temporale. 

      “Date a Cesare ciò che è di Cesaree a Dio ciò che è di Dio” (Marco -12, 17)

Tutto ciò non significa che la Maieutica Trascendente inciti a disertare le realtà politiche e sociali così come l’hanno fatto alcuni insegnamenti che proponevano di isolarsi dal mondo e di rifugiarsi in una torre d’avorio. Al contrario, invita tutti a contribuire liberamente al miglioramento delle loro condizioni di vita. D’altronde, la partecipazione alla vita sociale è una delle conseguenze della piena ed armoniosa accettazione del mondo. Viene dunque proposto a ciascuno di diventare, secondo la libera scelta della propria coscienza, un fermento del tessuto collettivo. 

La messa in opera nella nostra vita della Maieutica Trascendente non necessita di alcuna mortificazione ascetica, di nessun ritiro dal mondo. Il suo insegnamento si rivolge all’uomo moderno, integrato nella società ed immerso nella vita attiva.

Per una spiritualità integrale, l’accettazione gioiosa del mondo e della vita umana, in tutti i suoi aspetti, si accompagna da un distacco di colui che non è più legato dall’identificazione, a ciò che compie e al quale partecipa.

Nessun cambiamento nell’esistenza sociale e familiare viene richiesto per svelare la Verità che vi anima. Le circostanze nelle quali vi trovate sono il risultato del vostro destino, ed è nel vostro destino che si cela la Via che conduce alla realizzazione. Quale errore credere che bisogna diventare un monaco eremita o un sannyasin per realizzarsi! Rendere un tipo specifico ed eccezionale di vocazione una prescrizione indebitamente generalizzata è un errore diffuso. Credere che le condizioni esteriori siano importanti è un altro errore fondamentale. La Realizzazione spirituale è interiore e non esteriore. Solo coloro i quali si identificano all’uomo s’immaginano che lo stile e il quadro di vita abbiano un qualunque rapporto con la realizzazione. Qui o là non cambia. La foresta, l’ufficio o la fabbrica non hanno nessuna influenza sulla vostra Realtà interiore. In fatto di spiritualità, tutto dipende dal vostro stato di coscienza. La vita esteriore è senza importanza reale. Chi va in ufficio o in fabbrica se non l’uomo? Mentre l’uomo agisce, la vostra realtà interiore non è toccata dalle vicissitudini temporali. La realizzazione consiste dunque nello smettere di prendersi per un uomo e a comprendere che siamo la Coscienza immutabile ed eterna.

Bisogna credere che si è un uomo, per poi immaginare che questa modalità esistenziale sia spiritualmente necessaria. Ecco perché l’ascetismo rafforza l’identificazione all’uomo. La liberazione e il perfetto distacco che l’accompagna sono lontani sia dall’ascetismo che dall’avida ricerca del godimento. Superare l’uomo significa superare sia colui che si attacca che colui che rinuncia. La vostra vera natura non dipende da nulla. La presa di coscienza di ciò che E’ non dipende da nulla e a maggior ragione di nessun stile di vita.


POSIZIONE DELLA RELAZIONE INIZIATICA

“Sola è viva la Conoscenza enunciata dalle labbra del Guru; le altre forme sono sterili, senza potere e causa di sofferenza”. (Shiva Samhita 3 – 11)

Non può esserci iniziazione se non c’è relazione personale e prolungata con un iniziatore. Le iniziazioni libresche o per corrispondenza devono essere denunciate come finzioni. In assenza di un rapporto personale, può anche trattarsi di un insegnamento valido che si riferisce a questo o a quest’altro, ma in nessun caso può trattarsi di iniziazione, nel senso esoterico del termine. L’iniziazione esoterica può solo svolgersi in un rapporto di spirito a spirito tra due persone. La necessità di un rapporto individuale esclude la possibilità di iniziazione reale dispensata alle folle. Non è che a piccoli gruppi di persone che una iniziazione esoterica può essere dispensata.

La relazione Iniziatica è indispensabile perché, tranne poche rare eccezioni, una persona sola non riesce da autodidatta ad assimilare in profondità un processo di Realizzazione spirituale. La sua conoscenza e la sua comprensione hanno forti probabilità di rimanere superficiali e intellettuali. Per vincere le resistenze interiori, sventare le trappole dell’egotismo, interiorizzare, in tutti gli aspetti della vita, il contenuto dell’insegnamento e vivere finalmente, per esperienza ed al più alto livello, le illuminazioni scaturite dalla vera Conoscenza, l’aiuto di chi è già impegnato sul sentiero è necessario.

Mancanza d’umiltà, orgoglio, amor proprio esacerbato, egotismo, pretesa all’indipendenza rispetto alla Tradizione, rifiuto di aprirsi all’altro, sono le ragioni che fanno pensare che una relazione iniziatica non sia necessaria. Si incontrano persino delle persone che si credono maestri quando non sono mai riusciti a diventare discepoli.

La disillusione rischia di essere cocente per coloro che credono di potersi iniziare alla Maieutica solo leggendo e studiando i suoi scritti.

Il motore dell’iniziazione è il processo di transfert che si stabilisce tra istruttore e allievo. Non si tratta soltanto della ricezione di un insieme di nozioni ma, anche e soprattutto, dello scambio che avviene al di là delle parole.

Le manifestazioni dell’influenza spirituale trasmessa, lungi da limitarsi alle sedute di insegnamento, impregnano e esercitano la loro azione nella vita tutta dell’allievo, aiutandolo a rompere le barriere interiori che lo imprigionano e gli impediscono di accedere al Risveglio liberatorio. Il rapporto iniziatico ben compreso esclude qualsiasi tipo di culto della personalità dell’istruttore. Denunciamo dunque l’inganno di numerosi truffatori, mitomani e falsi illuminati, che si spacciano per “Dei viventi” agli occhi di ricercatori creduloni.

Un maestro autentico non insegna per pavoneggiarsi e farsi adorare. Il suo intento non è di fare adorare il Divino che è in lui ma di aiutare i discepoli a trovare il Divino che è in loro.

Nella Maieutica Trascendente, non si tratta assolutamente di sottomettersi beatamente ad un “Maestro”. Iniziatori ed iniziatrici non aspirano peraltro a questa dignità. Essi si considerano come semplici guide, introducendo gli aspiranti al sentiero e alla pratica che portano alla Conoscenza del Maestro interiore, e cioè Dio.

Un guida spirituale autentica non sale su nessun piedistallo. E’ un amico che si accontenta di indicare la via. Ciò che conta è giungere al traguardo. Se qualcuno vi mostra la strada da seguire, potete ringraziarlo per un po’, ma prosternarsi davanti a lui o rimanere nella contemplazione della sua persona sarebbe ridicolo e assurdo. Fate buon uso del consiglio della guida e mettetevi in cammino senza perdere tempo nella direzione indicata.

Iniziatori ed iniziatrici possono dissipare alcune incomprensioni, dire ciò che va fatto, assumere il ruolo impersonale di un catalizzatore dell’Energia Divina, tuttavia tocca ad ciascuno di noi trovare la propria pienezza. Siete voi i responsabili della vostra ignoranza. E’ per mezzo di voi che la Realizzazione spirituale sarà ottenuta. E’ in voi ch’Essa si manifesta.

Lo scopo di colui o di colei che insegna è di aiutare l’allievo a spogliarsi interiormente e a scendere in se stesso per trovare la sua verità ultima.


POSIZIONE DELLA GRATUITA’

      “Io non vi chiedo un salario in cambio. Il mio salario vieni unicamente da Colui che mi ha creato”. (Corano – Sura XI, versetto 53)

L’iniziazione alla Maieutica Trascendente viene trasmessa in modo totalmente gratuito. Nessun insegnamento spirituale autentico può essere venduto. La Conoscenza è ricevuta da tutti come un dono luminoso. Non può diventare per qualche squalo un modo di “fare soldi”.

Esiste attualmente un’enorme proliferazione di associazioni che diffondono insegnamenti dichiarati “spirituali” o “iniziatici”. Queste organizzazioni possiedono spesso infrastrutture commerciali piuttosto fiorenti. Ma tutti gli argomenti che cercano di giustificare l’inaccettabile commercializzazione della spiritualità che imperversa oggi sono fallaci. Sono portati avanti da individualità che non hanno capito che la gratuità deriva dall’amore. Come può, colui che non possiede ne distacco ne disinteresse, e che vuole ignorare le conseguenze pratiche del dono di sé, trasmettere qualcosa di valido sul piano spirituale?

Possiamo interrogarci sugli obbiettivi reali di certe associazioni preoccupate principalmente dal loro successo temporale. Possiamo anche farci delle domande su certi “Maestri” che predicano la rinuncia e il distacco e si trovano, grazie al loro insegnamento, in situazione materiale confortevole. Possiamo ingenuamente stupirci che l’amore e il disinteresse siano diventati lucrativi per chi pretende di volerci condurvi… 

Il miglior modo di distinguersi dai buffoni, ciarlatani e truffatori non è di fare dichiarazioni d’intento ma di agire diversamente. Precisiamo dunque che non c’è nessun tipo di affarismo nella Maieutica Trascendente.

Non ricevendo alcuna retribuzione diretta o indiretta per l’insegnamento che diffondono, gli iniziatori devono esercitare una professione indipendente. Così, essendo loro stessi integrati nella vita attiva, sono in grado di guidare in maniera realista coloro i quali sono immersi nello stesso contesto.

L’unica cosa che sia possibile comprare nella Maieutica sono i testi dell’insegnamento.

L’insegnamento della Maieutica Trascendente intende divulgarsi in modo totalmente decentrato. Ci sono semplicemente un insieme di iniziatori e iniziatrici che insegnano sotto la loro responsabilità, in modo gratuito, libero, individuale e privato, ricevendo nel loro tempo libero piccoli gruppi di persone o individui separati.

Radicamento nella Saggezza della Conoscenza trascendente e irraggiamento dell’Amore verso tutti gli esseri viventi sono le due facce di una Realizzazione integrale. La Realizzazione individuale non ha come finalità il raggiungimento della Salvezza personale. Con la nostra propria Realizzazione diventiamo dei canali dell’Unica Luce e degli strumenti attivi per l’evoluzione dell’universo verso la Redenzione generale.

Animata da una volontà redentrice, la Maieutica incita ciascuno a diffondere l’insegnamento intorno a sé e propone ai praticanti avanzati di diventare essi stessi iniziatori o iniziatrici al termine di una formazione pedagogica speciale che permette loro di introdurre adeguatamente i loro fratelli sul cammino della Luce.

Colui che ha ricevuto l’insegnamento della Maieutica Trascendente e integrato il Risveglio nella sua vita deve, se ne sente l’aspirazione, diffondere gratuitamente questo stesso insegnamento e guidare verso il Risveglio i ricercatori. Insegnare sarà per lui un modo per continuare a progredire. Per chi conosce il Risveglio e scopre in sé, con l’irruzione dell’Amore, una vocazione all’insegnamento, diventare un iniziatore o una iniziatrice è allo stesso tempo un dovere e una necessità. Più si riceve sul sentiero, più bisogna dare. A colui che dona, una recettività maggiore viene concessa. Così si perpetua l’eterna catena della ricezione e del dono.

      “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini” (Marco 1 – 17)


POSIZIONE DELLA SELEZIONE

“Pochi possono accedere a questa Conoscenza, uno tra mille, due tra dieci mila” (Ireneo, adversus haereses Vol. 1, 24-6) 

 

Nessuna iniziazione autentica si rivolge alle masse, semplicemente perché le masse non si interessano a ciò riguarda l’iniziazione.

L’essoterismo è destinato alla folla, l’esoterismo è il fatto di pochi. 

Non si tratta di voler “convertire” il maggior numero di persone, ma semplicemente di far conoscere l’esistenza di una via e lasciare avvicinarsi coloro che sono interessati.

Non entra nell’obbiettivo di nessun iniziatore raggiungere indistintamente un massimo di persone, perché si può solo trasmettere con efficacia a coloro i quali, grazie al loro proprio percorso, sono già pervenuti a une condizione di predisposizione interiore.

Tirare su un frutto verde non lo fa maturare. Aiutare a realizzarsi spiritualmente coloro che Dio ha eletto con la Sua Grazia non è cercare di convertire tutti gli uomini.

Ogni pedagogia iniziatica deve essere concepita come il distinguere il grano dal loglio.

Nella Maieutica Trascendente, è una linea di auto selezione che viene seguita. L’insegnamento è aperto a tutti senza distinzione, ma si lascia coloro che non hanno né la capacità né la perseveranza richieste scoraggiarsi ed allontanarsi da se stessi.

La pedagogia selettiva funziona in questa maniera: agli aspiranti vengono concessi solo incontri diradati. In questo modo, il sentiero viene indicato ma ciascuno deve contare su se-stesso e sulla propria pratica per progredire.

Si capisce qui che la Maieutica Trascendente si distingue radicalmente dai comportamenti di numerose sette le quali praticano il reclutamento e il condizionamento sistematici.


POSIZIONE DEL RIFIUTO E DELLA CONFUSIONE

      “Dedicarsi a dottrine deleterie è andare incontro alla propria rovina”. (Confucio, Dialoghi 2, 16)

 

Molte persone confondono lo sviluppo psichico con la crescita spirituale. Si immaginano che sviluppando certe facoltà psichiche, progrediscono spiritualmente. L’insegnamento della Maieutica Trascendente smentisce questa confusione, spiega e dimostra chiaramente che lo sviluppo psichico non ha nessun rapporto con la realizzazione spirituale.

La Maieutica Trascendente non ha alcun tipo di relazione con la dimensione paranormale, la parapsicologia, lo spiritismo, l’occultismo, la magia, le scienze divinatorie, l’astrologia etc. Tutta questa accozzaglia si oppone alla limpidezza nella quale la mente è superata.

Segnaliamo anche che gli spiriti infantili, avidi di meraviglie, di stranezze, di esotismo, di rivelazioni segrete, di misteri gelosamente custoditi, gli spiriti creduloni affascinati dalle società segrete, interessati ai riti imponenti, i simbolismi inutilmente complessi, tutte queste persone desiderose di giocare agli “iniziati” per decorare il loro salotto non hanno nessun posto nella Maieutica Trascendente.

La nostra epoca che, come ogni epoca ha i suoi aspetti positivi e negativi, è caratterizzata negativamente nel campo spirituale da una grande confusione. Esiste una profusione di false iniziazioni, false spiritualità, falsi maestri. Tutta una letteratura commerciale intrattiene nozioni delle più stupide e stravaganti sulla dimensione spirituale, iniziatica ed esoterica. Distorsioni delle più aberranti pretendono di essere tradizioni autentiche. Ci sono sognatori che si dichiarano eredi di tradizioni morte e non fanno altro che coltivare una nostalgia infantile di epoche passate. Ci sono i mitomani e gli squilibrati che insegnano le elucubrazioni le più sciocche, quelli che fondono delle sette allo scopo di arricchirsi o adulare il loro ego e ci sono gli smarriti sinceri i quali, in buona fede, perpetuano dei seri travisamenti.

Per quanto riguarda i ricercatori, ci sono quelli che confondono iniziazione e ricerca del potere psichico personale, i disadattati e gli squilibrati che cercano di scappare dalla società per rifugiarsi nel grembo di un gruppo. Quelli che vogliono sottrarsi a i loro problemi e hanno bisogno in realtà di una psicoterapia e non di una via iniziatica. Gli intellettuali i quali, per semplice curiosità, vorrebbero collezionare nuove conoscenze allo scopo di intrattenere di se-stessi un immagine lusinghiera.

Tutte queste persone non sono idonee all’iniziazione e non hanno niente a che fare con la Maieutica Trascendente.

Le caratteristiche del falso esoterismo sono principalmente queste: ricerca dello sviluppo delle facoltà psichiche, dei poteri e delle possibilità latenti nell’uomo. Il viaggio astrale, l’influenza del pensiero, la chiaroveggenza sono temi prediletti in quest’ambiente ma la ricerca dello sviluppo dell’individualità psichica, lungi dal permettere la dissoluzione dell’ego, così come proposto dalle spiritualità autentiche, non fa altro che rafforzarlo. Altre caratteristiche del falso esoterismo sono un insieme di speculazioni inutili.

I partigiani di queste dottrine si immaginano che le loro elucubrazioni, spesso gratuite e contradittorie, sono rappresentative dell’esoterismo; a volte si limitano a dichiarare che sono necessarie per giungere alla realizzazione spirituale. Con questa affermazione entrano in contraddizione con i più grandi maestri spirituali i quali hanno formalmente rigettato sia la necessità di studiare queste teorie sia di coltivare le nostre facoltà psichiche al fine della realizzazione spirituale.

L’urgenza è il problema della condizione umana. Quest’urgenza appare nei Vangeli, nel Corano, nelle parole del Buddha, di Shankara e di tutti i grandi Maestri.

La vita è breve, bisogna realizzarsi in questa vita, e questo tipo di studi distoglie dalla méta gli aspiranti sinceri.

Ogni insegnamento esoterico autentico ci aiuta a superare la condizione umana e a farci accedere alla Conoscenza Divina nel modo più semplice e diretto possibile. Il falso esoterismo invece, si lancia in una massa di considerazioni sull’uomo e sul mondo. Si può perdere una vita intera negli studi interminabili del falso esoterismo. 

A colui che dubita e si interroga, noi diciamo: giudicate da voi stessi. Studiate alcune opere autenticamente esoteriche, e a meno che siate stupidi, il caos del falso esoterismo crollerà. Poco importa se le nostre parole non sono “gradite” ad alcune persone. Non cerchiamo di “sedurre” né di “far piacere”. Gli errori vanno denunciati, non per “attaccare” i loro fautori, ma per salvare coloro che rischiano di perdervisi. Quanto a coloro che rimangono attaccati all’errore, non fanno altro che dimostrare la loro inadeguatezza.

Il risveglio spirituale richiede una vigilanza costante. Soltanto un’esigenza   realizzatrice che impregna tutti i momenti della vostra vita vi porterà alla realizzazione.

Le false spiritualità sono un oppio che tenta di farvi credere che tutto sia facile. Nella Maieutica Trascendente, noi vi diciamo: “Le glorie incommensurabili della Divina Realtà sono l’eredità che vi spetta di diritto, ma bisogna lottare per conquistarla. Siete fermamente determinati a mettere in opera una vigilanza costante che sola potrà trasformare integralmente la vostra esistenza? Siete animati da una vera sete spirituale, da un autentico ardore? Se questo non è il vostro caso, non soffermatevi nella Maieutica Trascendente, andate per la vostra strada!”

 

      “Le nostre vie divergono? Inutile discutere più a lungo.” (Confucio, dialoghi 15-39)