RICERCA DELL’ESPERIENZA INTERIORE

Se esiste una Realtà trascendente, essa deve essere oggetto d’esperienza. Se non lo è, la spiritualità è solo una serie di racconti infondati. Innumerevoli sono coloro che hanno testimoniato sostenendo di aver vissuto un'esperienza trascendente.

Le religioni e le sette dicono alla gente cosa credere. Per noi, se c'è una Realtà trascendente, deve essere afferrabile dall'esperienza in questa stessa vita. Dichiarare che c'è una realtà trascendente di cui si potrà avere coscienza dopo la morte, significa postulare l'esistenza di qualcosa, privandoci di tutti i mezzi per verificarne l'esistenza.

Non affermiamo che le prospettive escatologiche e post-mortem siano di per sé errate, ma diciamo che sono prive di utilità pratica per il più alto scopo della vita attuale e per le necessità realizzative che essa contiene. La realtà trascendente esiste o non esiste. Se esiste, deve essere afferrabile.

Ciò che per l'uomo non è afferrabile con i sensi, la mente, il cuore o la coscienza, non esiste. Se sappiamo che c'è una Realtà trascendente, è perché i Maestri che fondarono le grandi tradizioni ne hanno fatto esperienza.

Se la Realtà trascendente è stata afferrata da qualcuno, può esserlo anche da altri.

Dire che coloro che l'hanno esperita erano persone eccezionali e che per noi non è possibile conoscerla ci sembra sospetto. In questi discorsi c'è un'intenzione deliberata di distogliere le persone dall'esperienza diretta e di indirizzarle verso una credenza cieca.

Certo, ammettiamo che alcune individualità eccezionali possono, in virtù di predisposizioni speciali, sperimentare un grado particolarmente profondo di Conoscenza trascendente. Ma se la Realtà trascendente è una realtà a livello umano, deve essere, a diversi gradi, esperibile da tutti gli uomini di buona volontà.

Altrimenti, è una realtà riservata a una certa categoria di persone, una realtà che non ci riguarda.

Ora, tutti coloro che hanno sperimentato questa Realtà hanno affermato che riguarda tutti gli uomini. Se questa Realtà è onnipresente, deve essere accessibile in questo mondo. L'onnipresenza e la trascendenza sono collegate. Costituiscono verosimilmente l'Assoluto, quello al di fuori del quale non esiste nulla, e quello la cui trascendenza è onnipresente. Pertanto, la Realtà trascendente è afferrabile in questa vita stessa. E, se è accessibile in questo mondo, la sua appercezione intuitiva deve costituire la preoccupazione principale della nostra esistenza, perché è in funzione del trascendente che dobbiamo affrontare il mondo manifesto, procedendo dall’inferiore verso il superiore.

Finché percepiamo la realtà apparente, non possiamo vedere la Realtà trascendente e il nostro approccio esistenziale è privo di valore. Se la base non supporta il vertice, questo è privo di fondamenta. Tra le persone che si rivolgono alla spiritualità, molti non cercano nella religione da loro scelta un mezzo per incamminarsi verso l'esperienza della Realtà trascendente. Che cosa cercano? Una droga intellettuale e affettiva, un rifugio dalla loro angoscia e dal loro malessere. Vogliono sentirsi rassicurati e vogliono spiegazioni su ciò che li turba. Vogliono contrattare uno spazio sicuro e avere una garanzia nei confronti del Mistero. Il loro obiettivo non è Sapere, ma credere, aderire mentalmente a qualcosa di rassicurante.

Tutte le religioni sono molto rassicuranti. Dopo aver descritto le calamità riservate ai non credenti, vi spiegano che, tutto sommato, è sufficiente rispettare ciò che propongono e fare qualche sforzo per conformarsi ai comportamenti che esse sostengono per essere immediatamente partecipi del gregge degli eletti.

Che affare! Ed è... vero!

Seguire i precetti di una religione è già molto di più che una mera credenza, e questo rende possibile salvare la personalità umana, renderla immortale e permetterle, alla fine di un'evoluzione postuma, di raggiungere il paradiso. Ma se ci va stretta la personalità umana, se il nostro obiettivo va oltre la sua immortalità? E se l'uomo, il suo corpo e questi pensieri fanno solo parte del mondo che percepiamo?

La religione non ci conviene più, poiché rendere immortale un veicolo così mediocre non incanalerebbe la nostra energia. Noi rispettiamo le religioni, sono necessarie e sono indirizzate a coloro che non reggono i liquori forti e inebrianti dell'esoterismo.

Il nostro obiettivo essendo l'ottenimento della Gnosi, nella quale tutti gli esoterismi convergono, assumiamo in questo testo una certa distanza critica rispetto alle religioni. Lo facciamo perché c'è una differenza fondamentale tra loro e noi: esse sono basate sulla fede, mentre noi siamo radicati nell'esperienza.

Una spiritualità che non è basata sull'esperienza interiore, che non mira ad incamminarsi verso questa esperienza, a nutrirla e ampliarla, in fin dei conti in che consiste? Si tratta di credere in un dogma, nell'efficacia di alcune regole e di certi riti.

È un ideale inferiore le cui promesse possono essere realizzate solo nell'aldilà. Nel profondo di noi stessi e nonostante le illusioni che possiamo crearci, non saremo mai completamente convinti che tutto questo sia vero se nessuna esperienza lo conferma.

Ecco perché il nostro obiettivo deve essere quello di accedere all’appercezione intuitiva della Realtà metafisica. Tutto ciò che può contribuire al raggiungimento di questo obiettivo deve essere mantenuto. Tutto ciò che ci distanzia, o cerca in modo insidioso di sostituirlo, deve essere eliminato. Ma non lasciatevi ingannare.

Questa ricerca dell'esperienza metafisica presuppone una ricerca ardua condotta con ardore. Dobbiamo essere pronti a mettere in discussione il nostro modo di essere, perché il Risveglio alle realtà spirituali richiede una trasformazione interiore radicale.

Tra coloro che dicono di essere interessati alla spiritualità, ci sono molti che, profondamente in se stessi, non vogliono questa trasformazione interiore generata dal Risveglio alla Realtà più alta. Lo dicono a volte con la bocca, ma il loro cuore è lontano da tale esigenza. Preferiscono adottare qualche piccola illusione dorata. È per questa tendenza che venerabili spiritualità sono deformate e la nascita di false spiritualità è proliferata.

Se non orienti la tua vita alla ricerca dell'esperienza interiore, cosa farai per nascondere la necessità spirituale che ti abita?

Credere in questo o quel credo?

Praticare questa o quella disciplina?

Partecipare a conferenze, sermoni, riunioni o cerimonie?

Leggere questo o quel libro?

Sforzarsi vagamente di fare questo o quello?

Aderire ad un'organizzazione o una chiesa?

Se tali azioni non portano direttamente ad un’autentica esperienza di trascendenza, a che ti servono?

Scopri come tutto questo sia meschino e limitato.

Potrai conservare la fragile illusione di progredire spiritualmente. Ma dietro questo fragile muro sorgerà l'ombra di un completo fallimento esistenziale, di una vita persa in vani labirinti.

Tutta la vita umana che non riesce a cogliere la Realtà metafisica è una vita trascorsa nelle tenebre. E’ una vita sprecata, perché le più alte potenzialità sono rimaste ignorate o inutilizzate.

La condizione umana è solo un ponte gettato sul fiume dell'esistenza. È destinato a raggiungere l'Altra riva.

A che servono i ponti che non sono attraversati da nessuno?